CRITICA
Remo Spiga
Prima ancora di qualificare i nuovi esiti formali della pittura di Elvo, un artista che, dopo aver iniziato giovanissimo, quasi come "enfant prodige" ha svolto un'importante attività che tra l'altro lo portò ad assumere una posizione di rilievo durante gli anni 70-80, quando dette inizio al gruppo di "SPAZIO ALTERNATIVO" gruppo che ebbe molta risonanza nell'ambiente artistico romano e prima ancora di sottolineare la straordinaria vivacità e al tempo stesso la profonda coerenza del suo percorso preme di riconoscere il nuovo e più fervido calore, la più vasta e generosa apertura di interessi e di effetti che caratterizzano l'opera sua più recente: sia che prosegua nella lirica interpretazione e trasfigurazione di paesaggi amati, sia, soprattutto, che volga ad un'appassionata e trepida indagine della bellezza, delle molteplici potenzialità espressive della figura femminile. Essendo evidente che in questi ultimi anni Elvo, il quale "non figurativo" o, come suoi dirsi comunemente, astrattista a rigor di termini non è mai stato, ha elaborato la sua ricerca anche attraverso un più diretto e confidente rapporto con la realtà, non si può non identificare tale orientamento come un atto ed arricchimento di amore, come il dischiudersi di nuove plaghe del sentimento in una stagione dell'esistenza che sempre più va consentendo al fascino dei ricordi e di questi alimentandosi e rinvigorendosi ne va teneramente fiero. Non a caso infatti a ricordo, o ai ricordi, Elvo ha affidato il titolo di alcuni suoi quadri, espressamente dichiarandone pertanto il carattere autobiografico ed al tempo stesso la fedeltà alla oggettiva tematica, alle immagini onde essi si sostanziano: sì che, nel trapassare dalla concitata e tempestosa immediatezza, quasi con caratteri di estemporaneità e, comunque, di accorta fruizione delle risorse dell' "informale" delle sue prove tra il '70 e il '75 circa alle mediate composizioni di oggi - in alcune delle quali pare persino di sentir riaffiorare l'apolline fermezza del disegno di Ingres-, la pittura di Elvo quello che ha perso, o meglio,


